sabato 30 gennaio 2010

:: "Feffo Carta" (Pisa)


Se c'è un luogo in cui amo rifugiarmi almeno una volta ogni due settimane è "Feffo Carta" (in via S. Francesco, di fianco al cinema Odeon).
E' un negozio magico in cui la carta è l'elemento principale attorno al quale ruotano numerosi altri oggetti quali scatole di tutte le forme e dimensioni, blocchi di carta normale o riciclata, giochi per bambini, biglietti decorati, raccoglitori per casa ed ufficio, preziose carte da pacchi, album per ricette o fotografie, adesivi decorativi, deliziose sculture in legno, coloratissime shopper bags, ecc.
E' impossibile trovare una denominazione che racchiuda l'intero mondo che si dischiude aprendo la porta di "Feffo Carta".
Basta solo guardare l'angolo che io chiamo laboratorio per capire che si tratta di un luogo speciale!
Lì il proprietario Giuseppe e le sue collaboratrici, giocando con nastri colorati, ritagli di carta, rafia, forbici, colla, fiori, cannella e tanti altri materiali, danno vita a deliziose confezioni regalo o ad originali ed uniche creazioni.
Seguite il mio consiglio, affacciatevi almeno una volta alla vetrina, scommetto che non saprete resistere alla tentazione di entrare e godervi qualche momento di piacere!
Di seguito alcune foto:

il laboratorio

la cassa

venerdì 29 gennaio 2010

:: Cinema "Soul Kitchen" (Fatih Akin)


Vincitore del Gran Premio della Giuria alla 66a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (presieduta da Ang Lee) è davvero uno spettacolo "soul kitchen" del regista turco-tedesco Fatih Akin!
Il film, una commedia brillante che parla di cucina, amore, amicizia, musica e sesso, ha una forza narrativa travolgente perfettamente ritmata dalla splendida colonna sonora.
Il regista ha la capacità di ritrarre in profondità sia i personaggi che gli spazi fisici in cui vivono e le dinamiche sociali in cui si muovono.
Bellissima la figura del protagonista Zinos (perfettamente interpretato da Adam Bousdoukos, che è anche co-sceneggiatore del film) così come quella dell'ispirato ma folle cuoco (Birol Unuel) o del fantastico vecchietto che da semplice figurante durante il film assume un ruolo chiave nel finale.
Mi raccomando se vedete il film non perdetevi i titoli di coda ... sono un capolavoro!!!
Di seguito alcune recensioni.
P. D'Agostini (La Repubblica): "[...] una commedia vispa e intelligente dove si incrociano i motivi dell'amore, dell'amicizia, del sentimento fraterno, del conquistarsi il proprio posto e la propria armonia interiore nel mondo, faticosa se si è stranieri e figli di immigrati (i due fratelli con il loro ristorante giovanilistico amburghese, crocevia di emozioni e destini, sono di origine greca). Una narrazione corale: e scorre che è un piacere [...]"
M. Porro (Il Corriere della Sera): "[...] Fatih Akin ci dimostra che sa fare anche la commedia, che è ben più difficile. Ci riesce e fa ridere assai, non negandosi nulla e prendendo alcune scorciatoie di sicuro effetto comico [...] Il film di Akin ha un ritmo da caterpillar della risata con trovate raffinate e/o dozzinali a incastro [...]"
A. Crespi (L'Unità): "[...] bello è, "Soul Kitchen" e bello dovrebbe rimanere. Soprattutto perchèé non è un film di battute, ma è costruito su una prodigiosa sceneggiatura ad orologeria dove ogni dettaglio è buffo e indispensabile [...]"

giovedì 28 gennaio 2010

:: Ferran Adrià si prende una pausa


Ho letto su "L'Espresso-food&wine" che Ferran Adrià, il famoso chef del ristorante El Bulli di Cala Montjoi (Costa Brava), ha deciso di prendersi due anni di pausa per dedicarsi a se stesso e per ritrovare l'ispirazione.
Il troppo lavoro (l'articolo parla di 15 ore al giorno passate in cucina!) lo ha stressato al punto da doversi fermare per un pò.
Io non ho avuto ancora il piacere di assaggiare una delle sue creazioni ma sono talmente belle che provo piacere anche solo a guardarle!
Secondo me dovremmo programmare un viaggetto in Costa Brava nella primavera del 2012 ...

martedì 26 gennaio 2010

:: Cinema "il riccio" (Mona Achache)


Molto gradevole "il riccio" dell'esordiente Mona Achache.
Una deliziosa trasposizione cinematografica del romanzo di Muriel Barbery di cui la regista/sceneggiatrice, pur effettuando numerosi tagli e rivisitazioni, è riuscita a mantenere l'ammirevole equilibrio tra poesia e sense of humour.
Nel film il diario segreto redatto con cura maniacale da Paloma diviene una macchina da presa vecchio stile con cui la bambina, attraverso la continua scelta di particolari da inquadrare con il piccolo mirino non munito di zoom, descrive il superficiale mondo borghese di un condominio parigino all'interno del quale prendono però vita figure meravigliose come quella della colta portinaia Renée (perfettamente interpretata da Josiane Balasko) e del ricco giapponese Ozu.
Una storia d'amore insolita, in cui i destini dei tre protagonisti si intrecciano in una bellissima esaltazione della diversità e dell'importanza di non fermarsi alle apparenze.
Personalmente ho apprezzato molto anche le brevi animazioni con cui la regista ha contaminato la narrazione che hanno contribuito secondo me a rendere ancor più vivido ed intenso l'immaginario interiore della piccola voce narrante.
Di seguito alcune recensioni:
L. Tornabuoni (La Stampa): "[...] Un film inconsueto, divertente, anche profondo, non apprezzato da Muriel Barbery, autrice del bestseller da cui è tratto [...] molto originale e ben fatto [...] il film, recitato benissimo (anche la bambina è brava), è pienamente riuscito [...]"
A. Crespi (L'Unità): "[...] è un film molto femminile e molto colto [...]"
P. Mereghetti (Il Corriere della Sera): "[...] Il film di Mona Achache è in parte fedele al romanzo con qualche indovinata variazione. Meno citazioni letterarie, per esempio, per non appesantire troppo il racconto [...] Achache (che ha firmato da sola la sceneggiatura) gioca abilmente con i due temi del film - la (educata) denuncia della superficialità borghese e la (simpatica) trasformazione del 'bruco/riccio' Renée in farfalla - utilizzando tutti gli ingredienti che fanno la forza delle favole [...]"

lunedì 25 gennaio 2010

:: Pizzeria "Il Montino" (Pisa)


Martedì sera siamo stati a cena con Mauro, Lisa, Federico e Chiara alla mitica pizzeria "Il Montino".
Per la prima volta in diciassette anni ho scoperto che oltre ai tavoli di fronte al bancone ed a quelli all'aperto esistono ben due salette interne dove poter cenare!
Io non sono un'amante della pizza fritta in teglia alla pisana ma senza dubbio quella del Montino è la più buona della città!
Ottimo anche il classico "5 e 5" (focaccina e cecina con o senza aggiunta di sale e pepe) così come le fantasiose focaccine farcite con gli ingredienti più vari.
E' la soluzione perfetta per chi vuole mangiare qualcosa di buono in poco tempo e spendere una cifra onesta (2 pizze grandi, 1 piccola, 3 porzioni di cecina, 3 birre medie ed una bottiglia d'acqua €7,00 a testa).

domenica 24 gennaio 2010

:: Winebar "Ginostra" (Pisa)


Ogni volta che capita di prendere un aperitivo da Ginostra con gli amici mi chiedo perché ci sono ancora persone che lo scelgono. Qualche anno fa veniva posta molta attenzione all'ambiente ed alla qualità delle proposte gastronomiche. Oggi invece il locale risulta molto rumoroso, gli stuzzichini poco curati e di scarsa qualità, i tavoli interni troppo grandi per il piccolo spazio in cui si inseriscono e quelli fuori non sempre sufficientemente riscaldati (martedì scorso i funghi erano addirittura spenti!). Per fortuna la compagnia era ottima e la voglia di stare a chiacchiera moltissima quindi sono stata bene. Ancora una volta però mi chiedo se questa idiosincrasia abbia una strana motivazione personale oppure se realmente il locale avrebbe bisogno di un ritorno alle origini.

sabato 23 gennaio 2010

:: Libri: "Il lamento del bradipo" (Sam Savage)


Ho appena finito di leggere il secondo romanzo di Sam Savage, "Il lamento del bradipo".
Mentre il tanto acclamato Firmino (2006), sebbene partisse da una buona idea di base, mi era sembrato piuttosto banale ed a tratti persino noioso, questo secondo lavoro mi è piaciuto sia nella struttura che nella forma.
Complimenti all'autore per la sottile ed a tratti geniale ironia con cui è riuscito a descrivere la follia e il grottesco della natura umana.
Per non rovinare la sorpresa a chi non lo avesse ancora letto mi limito a citare la presentazione di Feltrinelli:
"Andrew Whittaker è indebitato fino al collo, la rivista letteraria che dirige è a un passo dalla bancarotta, la casa in cui vive cade a pezzi e la moglie lo ha lasciato. Andrew però non molla. È una fucina di idee, progetti. Forse anche illusioni e velleità. E scrive, forsennatamente, a chiunque. Poi raccoglie tutto. Un presente e un passato di sogni, ideali e rimpianti emerge dagli stralci del suo strampalato epistolario: lettere di rifiuto ad aspiranti scrittori, lettere alla ex moglie, lettere a ditte incaricate di rifare i soffitti di casa, lettere di sfratto, annunci di appartamenti in affitto, appunti, cose pensate, bozze di racconti, pezzi di un romanzo, lettere alla madre, post scriptum per la badante della madre, pagine di diario, liste della spesa, cartelli per gli inquilini del palazzo, ancora lettere, ancora pensieri, ancora cartelli... Ne esce l'impossibile catalogo di un amabile perdigiorno. O, meglio, di un nevrotico e coscienzioso archivista del tutto e del nulla in cui siamo immersi."

venerdì 22 gennaio 2010

:: Libreria "Cuentame" (Empoli)


Al giorno d'oggi non è semplice trovare una libreria indipendente, siamo abituati alle grandi catene in cui sicuramente l'offerta di libri è molto ampia ma l'atmosfera è troppo spesso fredda e l'ambiente standard.
Io e Serena ne abbiamo scovata una molto piccola ad Empoli gestita da due giovani amiche ed anche se a nostro avviso ci sono alcuni aspetti da migliorare siamo state molto contente!
Domani 23 gennaio alle ore 17:00 ci sarà l'inaugurazione, per chi fosse interessato si trova in p.zza degli Uberti nr. 18.

lunedì 18 gennaio 2010

:: Cinema "La prima cosa bella" (Virzì)


E' proprio un bel film "La prima cosa bella" di Virzì.
Una commedia amara che, in un continuo alternarsi di salti temporali tra la Livorno degli anni '60 e quella dei giorni nostri, racconta la storia di una donna estremamente bella, sensuale, ingenua e piena di vitalità e del suo modo di essere madre.
E' un racconto corale in cui prendono vita numerosi personaggi.
Bravissimo Valerio Mastandrea nel ruolo del figlio maggiore.
Strepitose Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli nel duplice ruolo della protagonista giovane e bella prima, invecchiata e gravemente malata poi. Non so come abbiano fatto ma, nonostante la diversità fisica, sono riuscite a dare continuità al personaggio sia nello spirito che nella gestualità.
Peccato che Claudia Pandolfi non sia stata altrettanto brava nel ruolo della figlia minore, la sua a mio avviso pessima interpretazione ha tolto spessore ad un personaggio altrettanto interessante e ben costruito.
Un applauso a Virzì per essere riuscito ad affrontare un tema così delicato come il rapporto madre/figlio tra lacrime e sorrisi, amarezza ed ironia.
Di seguito alcune recensioni.
P. D'agostini (La Repubblica): "[...] In questi giorni di parla, anche un pò a sproposito, di cinema della meraviglia tecnologica opposto al cinema dell'umano, il nostro. L'opposizione è rozza, ma di certo La prima cosa bella rappresenta in pieno l'ideale di un cinema che sta dalla parte dell'uomo e delle sue piccole grandi pene. Parte di un grande coro. [...]"
A. Crespi (L'Unità): " [...]
uLa prima cosa bella è una cosa davvero bellissima. Ci è sembrato un gran film, quello di Paolo Virzì. E non essendo coinvolti "autobiograficamente", ci è sembrato soprattutto - attenzione ai paroloni! - una riflessione seria e ironica sulla morte, una sorta di "istruzione per l'uso" su come rielaborare i lutti e tenere i nostri cari accanto a noi, anche quando se ne vanno. [...]"
A. Levantesi Kesich (La Stampa): "[...]
Trepidanti Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli. Mastandrea è perfetto per misura e malinconica ironia, ben calata nel ruolo di sorella Claudia Pandolfi, eccellente Marco Messeri. Il tutto è raccontato con sensibilità alla soffusa luce della memoria. [...]"

domenica 17 gennaio 2010

:: Ristorante "La sosta dei Cavalieri" (Pisa)


Ieri sera prima di andare al cinema abbiamo fatto un salto con Giada e Sara all'inaugurazione del ristorante "La sosta dei Cavalieri", il nuovo locale aperto a Pisa dai proprietari dell'osteria dei Cavalieri.
La formula dell'inaugurazione è stata a mio avviso molto carina.
C'era una zona in cui gustare salumi, formaggi e frittini vari (ottimi i salumi Becuzzi, Loc. Mezzana Pisa) ed una zona in cui assaggiare il vino offerto direttamente dai produttori Salustri, Beconcini e Castello di Monsanto per la Toscana ed Oddero per il Piemonte.
Io, Giada e Sara abbiamo bevuto un bicchiere di vermentino Narà di Salustri, Montecucco.
Alessandro ha proseguito con un sangiovese Santa Marta sempre di Salustri e con un barolo di Oddero di cui non ricordo il nome.
Gino ha contribuito all'organizzazione ed è andato lì nel primo pomeriggio quindi immagino che abbia avuto modo di assaggiare un pò di tutto ... compresi gli insidiosissimi frittini di pollo! ;-)
A causa del gran numero di persone che hanno preso parte all'iniziativa non sono riuscita a farmi un'idea del locale né in termini di "stile" né di "tipologia di offerta" quindi rimando ogni commento a seguito della prima cena!