Non capirò mai la fissazione tutta italiana di cambiare titolo ai film stranieri. Per qualche (a me ignoto) motivo il semplicemente splendido Populaire è diventato un inqualificabile Tutti pazzi per Rose ed a causa della forte assonanza con un blockbuster americano di tanti anni fa non sarei mai andata a vederlo se non fosse stato
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sabato 13 luglio 2013
giovedì 11 luglio 2013
:: cinema 'NO - i giorni dell'arcobaleno' (P. Larràin)
Avevo visto l'anteprima al Festival di Cannes (Quinzaine des Réalizateurs) nel maggio duemiladodici ma è stato un vero piacere concedermi una seconda visione a più di un anno di distanza. Purtroppo -e stranamente!- la qualità della proiezione al Giardino Scotto non è stata il massimo (immagini scure, sfocate ed accompagnate da un fastidiosissimo ritardo audio).
giovedì 27 giugno 2013
:: il fascino del cinema all'aperto (Giardino Scotto, Pisa)
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Non é stato semplice scegliere il film con cui inaugurare la stagione cinematografica estiva duemilatredici. Dopo aver esaminato infinite opzioni ho deciso di godermi le atmosfere dark di Tim Burton e del suo ultimo capolavoro di animazione (Frankenweenie). Bella. Bellissima scelta.
venerdì 3 agosto 2012
:: cinema "Marilyn" (S. Curtis)
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Ieri sera sono stata al Giardino Scotto per la proiezione di Marilyn e sono rimasta piacevolmente colpita dalla delicatezza con cui Michelle Williams - decisamente lontana dai tempi di Dawson's Creek! - è riuscita a portare sul grande schermo l'icona cinematografica forse più grande di tutti i tempi. Marilyn è un film raffinato e malinconico, fascinoso ed emozionante che (complice anche la luna piena...) farò fatica a dimenticare.
Di seguito qualche recensione.
A. Crespi (L'Unità): "[...] I film sul cinema sono una brutta bestia e l’effetto-museo delle cere (che noi italiani potremmo definire effetto-Alighiero Noschese) è sempre in agguato. Non vi stupirà quindi sapere che uno dei pregi di Marilyn, film candidato a svariati Oscar, consiste proprio nel fatto che i protagonisti Michelle Williams e Kenneth Branagh non assomigliano per nulla a Marilyn Monroe e a Sir Laurence Olivier. Non tentano minimamente di diventare loro sosia, semmai li ricreano dal 'di dentro', ricostruendone non i tic fisici, ma le debolezze umane e professionali. L’effetto è abbastanza straordinario: il film è bello, e le prove dei due attori sono di una verità- non di una verosomiglianza!- francamente inaspettata. Un altro pregio di Marilyn è il suo non essere un bio-pic, ovvero uno di quei film biografici che a Hollywood vanno eternamente di moda ma quasi sempre si rivelano dei fiaschi. Marilyn è anche un canto nostalgico su un cinema che non c’è più [...]"
J. Morgenstein (Wall Street Journal): "[...] Un'idea dubbia, scritta superficialmente da Adrian Hodges e regia goffa di Simon Curtis [...]"
sabato 27 agosto 2011
:: cinema "le donne del 6° piano" (P. Le Guay)
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Questo film francese ambientato nella Parigi degli anni '60 è decisamente delizioso!
E' una storia di immigrazione raccontata con leggerezza e raffinatezza, caratteristiche che purtroppo spesso mancano nella commedia italiana dei nostri tempi.
Gli attori sono bravissimi, la caratterizzazione dei personaggi è perfetta, i dialoghi sono divertenti... l'unica nota dolente è il finale che per i miei gusti è un pò troppo melenso ma vi assicuro che è un film da non perdere!
Di seguito qualche recensione.
R. Nepoti (La Repubblica): "[...]Non è difficile capire come mai Le donne del sesto piano sia stato un fenomeno d'incassi in Francia. Una commedia raffinata e popolare, allegra, di buoni sentimenti, ma senza retorica. Un risultato piuttosto raro, visti i tempi. In Italia non avrà magari lo stesso successo, un po' perché è molto francese, un po' perché non è abbastanza volgare da meritare una distribuzione industriale. E poi c'è il tema, l'immigrazione. Un fenomeno troppo recente da noi per riuscire a tradurlo in commedia. La maturità di questo film è la sua leggerezza. L'astuzia è nel parlare non dell'immigrazione di oggi, con il suo carico pesante di dolore e lacerazioni sociali, ma di quella degli anni Sessanta. Protagonisti i bravissimi Fabrice Luchini e Sandrine Kiberlain.[...]"
P. Mereghetti (Il Corriere della Sera): "[...]L’idea vincente di questa commedia piacevole e simpatica, infatti, è nella sua capacità di raccontare il confronto tra due mondi che si incontrano ogni giorno ma che sembrano incapaci di capirsi e di parlarsi: lo scontro tra due culture sostanzialmente opposte, una accogliente e aperta, l’altra sospettosa e chiusa. Raccontato con affetto ma anche senza dimenticare la voglia di lasciare il segno di qualche belle e profonda unghiata.[...]"
lunedì 27 giugno 2011
:: cinema "The Tree of Life" (T. Malick)
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E' difficile spiegare cosa si prova di fronte a un film come "The Tree of Life" di T. Malick.
E' una prova di stile strepitosa sia in termini di regia che di narrazione ma è anche angosciante e di difficile fruizione per chi come me non è un esperto di tecnica cinematografica!
Il continuo alternarsi di piani narrativi mi ha quasi destabilizzato....
La fotografia è splendida così come la sceneggiatura (ridotta all'osso ma emozionante come non mai!) ma - a giudicare dal numero di persone che hanno abbandonato la sala durante la serata - occorre una forte motivazione per arrivare alla fine della proiezione.
Di seguito, come di consueto, riporto qualche recensione:
C. Maltese (La Repubblica): "[...]L'opinione di chi scrive è che The tree of life sia il più straordinario dei film visti in concorso, ma anche un capolavoro contenuto e quasi imprigionato in una crisi mistica di arduo fascino. Nel'essenza del racconto centrale, il film è un Amarcord texano di rara poesia, una delle più potenti storie sulla famiglia raccontate al cinema in questi anni.[...]" P. Mereghetti (Il Corriere della Sera): "[...]qui si ha l’impressione che il regista si sia fatto guidare dall’intuito, dalla visionarietà, dall’ambizione, senza chiedersi fino a dove la sua scommessa fosse intellegibile. Così, dopo essersi fatti affascinare da immagini straordinarie, dopo aver seguito la scoperta delle durezze della vita attraverso gli occhi di un adolescente e aver capito che il sogno americano (inculcato dal padre Brad Pitt e messo in opera dal figlio Sean Penn) rischia di farci perdere il senso profondo della realtà, restiamo comunque con qualche dubbio, come di fronte a un’opera di cui si ammira l’ambizione ma che finisce anche per esserne un po’ soffocata.[...]" A. Crespi (L'Unità): "[...]È un film totalmente anti-narrativo, in cui le tracce di “trama” vengono cancellate dal montaggio, dalla musica, dall’azzeramento dei dialoghi, dalle incessanti voci fuori campo. [...] Due cose possiamo dire: la magnificenza formale del film è persino esagerata, e nessuno ha mai filmato dei neonati con tanta grazia e tanto amore. [...]"
il delizioso scenario del Giardino Scotto (Pisa)
domenica 26 giugno 2011
:: cinema all'aperto al Giardino Scotto (Pisa)
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Stasera - domenica 26/6 - apre la stagione estiva del cinema Arsenale!
Primo film in programmazione per due sere: "The Tree of Life" di Terrence Malick, Palma d'Oro al 64° Festival di Cannes (2011).
Io ci sarò... ;-)
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