E' decisamente hot al cubo il lungometraggio del regista argentino Gaspar Noè. Troppi dialoghi per definirlo un porno. Troppe scene esplicite per definirlo un film erotico. Un esperimento difficilmente classificabile ma indubbiamente molto, molto interessante. Racconta la storia
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giovedì 21 maggio 2015
giovedì 22 maggio 2014
:: GlobOblò al Festival di Cannes: 'Adieu au language' (Jean-Luc Godard)
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Jean-Luc Godard ha realizzato un sorprendente film/documentario sull'uso del linguaggio (non solo cinematografico) che mi ha lasciato letteralmente senza fiato. Un capolavoro assoluto in cui si susseguono sequenza visive che indagano sul passato e sul futuro della comunicazione con una delicatezza senza pari. La sceneggiatura è superlativa. L'uso del 3D è
lunedì 14 ottobre 2013
:: cinema 'Cattivissimo Me 2' (P. Coffin e C. Renaud)
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Il sequel di 'Despicable Me' (Universal Pictures/Illumination Entertainment) non racconta una storia particolarmente interessante né lo fa in modo originale. Tuttavia la caratterizzazione dei minions vale, anche da sola, la visione (consigliatissima in 3D).
venerdì 4 ottobre 2013
:: cinema 'Gravity' in 3D (A. Cuaròn)
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Ho deciso di parlare dell'ultimo film di Cuaròn senza lasciar passare neanche una notte perché sono convinta che ripensandoci a mente fredda troverei più di un motivo per dire che è un troiaio. Invece in questo momento mi sembra di non aver mai visto un lungometraggio
lunedì 23 settembre 2013
:: GlobOblò in London: CityzenKane e la terza dimensione
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Mi piacciono da morire le sculture di CityzenKane (CZK). Talvolta ispirate alla rappresentazione classica delle divinità induiste, talvolta all'infinita varietà di geometrie presenti in natura, hanno l'aspetto di tante piccole creature tridimensionali svolazzanti per le vie della città. Purtroppo questo (fin troppo breve) viaggio londinese è stato poco proficuo e sono riuscita a scorgere solo i lavori immortalati nell'immagine di apertura post. Spero di avere quanto prima una buona occasione per recuperare!
lunedì 26 agosto 2013
:: 'L'ultimo imperatore' all'epoca del 3D (10-11/09, UCI Cinemas)
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venerdì 19 luglio 2013
:: cinema 'Pacific Rim' (G. Del Toro)
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'Pacific Rim' è esattamente come speravo che fosse. La realizzazione del sogno di un'ex/bambina degli anni settanta che di fronte a un film di robot non ha alcuna pretesa intellettuale ma solo un'infinita voglia di divertirsi. E vi assicuro che è difficile non rimanere incantati dalla grandiosità visiva
domenica 19 maggio 2013
:: GlobOblò al Festival di Cannes: film 'Les Parapluies de Cherbourg' (J. Demy)
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'Les Parapluies de Cherbourg' (Cannes Classic) é un film musicale del 1964 con Catherine Deneuve e Nino Castelnuovo presentato al
lunedì 21 gennaio 2013
:: cinema 'Frankenweenie' (Tim Burton)
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Mi è piaciuto da impazzire l'ultimo lavoro di Tim Burton. Una favola dark dal gusto retrò che omaggia i classici horror degli anni trenta con una raffinatezza senza pari. Finalmente un ritorno all'animazione in stop motion (in pieno stile Nightmare Before Christmas/La Sposa Cadavere) con il fascino aggiuntivo del bianco e nero. Se siete curiosi di fare un giro sul set vi consiglio di visitare questa pagina facebook. Io penso di non voler resistere alla tentazione di vederlo una seconda volta al cinema in 3D...
A. Crespi (L'Unità): '[...] Burton riscrive in chiave infantile e fiabesca la saga di Frankenweenie e molti altri horror minori [...] In Frankenweenie Tim Burton lavora su alcune sue ossessioni, ampiamente condivisibili da fasce (ed età) di pubblico che magari non hanno mai visto un vecchio film su Frankestein [...] è un cartoon in bianco e nero, tanto per essere chiari. Non parleremmo però di un semplice riciclaggio di una vecchia idea. Il film è molto bello, molto personale, all'apparenza molto sentito. [...]'
P. Travers (Rolling Stones): '[...] Solo Tim Burton poteva immaginare questo Frankenstein come ispirato racconto, ed è un tesoro, un incantatore scuro e abbagliante che spaventa fino alle risate ed alle emozioni sorprendenti. [...]'
M. Porro (Il Corriere della Sera): '[...] Bianco e nero ma in 3D, un tenero ossimoro che recupera i sentimenti del diverso con tecnica invidiabile e monocorde. [...]'
F. Ferzetti (Il Messaggero): '[...] La favola non sarebbe a lieto fine se il nuovo Frankenweenie non fosse ancora più divertente dell’originale. Chi conosce a memoria il mondo di Tim Burton magari ci troverà poco di nuovo. Ma il regista ormai non ha 26 anni, ne ha più del doppio, e nel film entrano una malinconia, una maturità, un umorismo nuovi [...] diverte, commuove alle lacrime. [...]'
mercoledì 2 gennaio 2013
:: cinema 'Lo Hobbit: un viaggio inaspettato' (P. Jackson)
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Non sono un'appassionata del genere fantasy ma la trasposizione cinematografica di 'Lo Hobbit', romanzo di Tolkien che precede la saga del Signore degli Anelli, mi è piaciuta davvero un sacco! La narrazione ha un ritmo fin troppo altalenante ma alcune scene (anche nella versione 2D) valgono da sole il prezzo del biglietto. Bellissima la battaglia sugli alberi tra la compagnia dei nani e i mannari capitanati dall'orco albino. Indimenticabile la sequenza di immagini della cattura e poi della fuga dei nani dalla città degli orchi. Favolosa la lotta tra i giganti di pietra. Deliziosa la caratterizzazione dei conigli che trainano la slitta del mago Radagat. Di seguito qualche recensione.
A. O. Scott (New York Times): '[...] L’inventiva di Tolkien è stata trasformata in una storia episodica di una donna di casa modesta in un viaggio pericoloso in uno spettacolo di faticoso bilanciamento. [...]'
P. Mereghetti (Il Corriere della Sera): '[...] Se il lavoro della Weta Digital è ammirevole sugli attori - i Nani, Gollum - l'eccesso di «carrellate» aeree, con l'obiettivo che si muove continuamente tra cielo e terra, senza limiti ma anche senza una vera necessità, finisce per annullare ancora di più la dimensione epica. Cancellando ogni intima credibilità (di chi è quell'occhio? Sicuramente né di dio né dello spettatore...). Quanto alla scelta di riprendere le azioni a 48 fotogrammi al secondo, invece dei tradizionali 24, confesso che l'effetto sullo schermo mi sembra sorprendentemente piatto e «pastelloso» (nel senso di anti-realistico) ma forse non ho l'occhio sufficientemente allenato (e gli occhialini di un inutile 3D non aiutano certo). Resta così il rimpianto per un film che avrebbe potuto essere e non è stato, soprattutto se confrontato con la trilogia precedente, di cui non trova per prima cosa la forza epica (la sceneggiatura è sempre uguale: incontro con l'ostacolo e superamento, incontro con un nuovo ostacolo e nuovo superamento...) e poi quella varietà di toni e di sfumature che avevano conquistato a Tolkien anche chi non aveva letto i romanzi. Speriamo nelle prossime due puntate.. [...]'
T. McCarthy (Hollywood Reporter): '[...] Ci sono elementi in questo nuovo film che sono così spettacolare tanto quanto la trilogia degli Anelli, ma c'è molto che è colto alla sprovvista e noioso. [...]'
martedì 10 luglio 2012
:: cinema "The Amazing Spider-Man" (Marc Webb)
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Mi è piaciuto un sacco l'uomo ragno di Marc Webb.
Forse non sono la persona più adatta a parlarne perchè, sebbene sia da sempre il mio supereroe preferito, non sono una purista della serie a fumetti e quindi non mi turba il fatto che alcuni elementi se ne discostino.
Tuttavia trovo che The Amazing Spider-Man sia un reboot interessante da molti punti di vista.
Buona la sceneggiatura, ben riuscita la caratterizzazione di Peter Parker, coinvolgenti le acrobazie per le strade di Manhattan, strepitoso il costume, emozionanti le scene di combattimento, esilarante il cameo di Stan Lee bibliotecario...
Insomma, un lungometraggio piacevole che secondo me merita la visione 3D anche se le scene in 3D sono ben poche.
E a chi si chiede che senso abbia rivedere questa storia a pochi anni di distanza dalla trilogia di Sam Raimi rispondo che "[...] c'è chi sostiene che al mondo esistano solo dieci storie ma forse ne esiste addirittura soltanto una che coincide con la domanda: 'chi sono io?' [...]".
giovedì 11 marzo 2010
:: Cinema "Alice in Wonderland" (Tim Burton)
Nonostante Tim Burton abbia deciso (ahimè) di non raccontare la storia originale è comunque riuscito a creare un paese delle meraviglie strepitoso così come tutti i personaggi che lo popolano.
Dalla Regina Rossa (la favolosa Helena Bonham Carter) alla Lepre Marzolina (la mia preferita!), da Pinco Panco e Panco Pinco (il divertentissimo Matt Lucas) al Bianconiglio, dal Cappellaio Matto (il come sempre bravo anche se in questo caso non entusiasmante Johnny Deep) allo Stregatto, ogni elemento che popola il sottomondo è caratterizzato nei minimi dettagli e possiede una personalità esplosiva!
"Alice in Wonderland" è, come tutti i film di Tim Burton, un capolavoro.
L'unico lato negativo che ho trovato è stato il forte utilizzo del 3D in postproduzione che (almeno a mio avviso) anzichè aggiungere qualcosa al film ne ha talvolta impoverito la fantasia visiva.
Di seguito alcune recensioni:
Paolo D'Agostini (La Repubblica): "[...] Toltoci per l'ennesima volta il cappello di fronte alla vulcanica creatività del regista americano, diciamo però anche che non appare sempre e tutto così necessario il tributo alla sfavillante spettacolarità degli effetti e della tridimensionalità. Che fanno un po' rimpiangere la semplicità di non meno fantasiose prove precedenti. [...]" Alessandra Levantesi Kezich (La Stampa): "[...] ci sembra che l’incontro fra il cineasta e lo scrittore vittoriano Charles Lutwidge Dodgson, alias Lewis Carroll, sia dei più felici. [...]Per il regista il mondo di Carroll è talmente congeniale, che si direbbe non abbia fatto alcuna fatica a tradurre la pagina sullo schermo. Tutto funziona e tutto è giusto e naturale: [...]. Ma a colpire davvero al cuore è Johnny Depp: mai Cappellaio Matto fu tanto leggiadro, malinconico, fragile e, soprattutto, poetico. [...]" Alberto Crespi (L'Unità): "[...] Quel che succede nel Paese delle Meraviglie è fiaba allo stato puro, che Burton ricrea in 3D andando alle radici cinematografiche del mito. [...]"
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