domenica 2 marzo 2014

:: cinema 'Smetto quando voglio' (S. Sibilia)

Ho capito dai titoli di testa che il primo lungometraggio di Sydney Sibilia mi avrebbe conquistato. Scatti di ripresa dall'alto, colori forzatamente saturi e Why don’t you get a job? degli Offspring a tutto volume. Un inizio incisivo e roboante che introduce una storia altrettanto cinica e dissacrante. 
Favolosa la sceneggiatura. Buono il ritmo. Perfetto il cast di attori (in parte mutuato da Boris
, con brevi incursioni dei protagonisti di The Pills)'Smetto quando voglio' è una commedia del tutto inusuale per il cinema italiano contemporaneo. Assolutamente da vedere. 
R. Escobar (L'Espresso): '[...] Tempo di crisi. Pietro Zinni, ricercatore universitario senza più finanziamenti, ha l'idea per sfangar la vita: progettare, realizzare e vendere con altri sei colleghi una nuova droga, che ancora non sia illecita. Lo spunto non è eccelso, ma sceneggiatura e regia riescono a peggiorarlo. I "ricercatori" vestono, parlano e pensano come borgatari usciti da una stantia commediaccia all'italiana. Conclusione perbenistica. [...]'
M. Porro (il Corriere della Sera): '[...] Segnatevi questo titolo perché segna la riscossa della commedia all’italiana dopo tanta volgarità, noia, qualunquismo: Smetto quando voglio del 32enne salernitano Sidney Sibilia si mangia tutti i cinepanettoni e recupera con ritmo la leggerezza del racconto da gruppo di perdenti alla Monicelli.[...]'
A. Crespi (l'Unità): '[...] Il film è ben costruito, ha un ritmo pazzesco: Ed è magnificamente recitato senza coinvolgere nessuno dei comici cinepanettonici o solitamente idioti imperanti [...] I nomi magari non vi dicono molto, ma dopo aver visto Smetto quando voglio andrete a cercare i loro prossimi film. [...]'

2 commenti:

barneypanofsky ha detto...

A me non e' dispiaciuto, pero' sono d'accordo con chi ha sottolineato la prova piatta e poco credibile di molti del cast: il protagonista maschile ha la mimica facciale di Tom Cruise e la credibilita' nel ruolo di Neurobiologo che posso avere io come pornostar.
Sceneggiatura e fotografia invece sono molto buone, e alcune battute memorabili.
Tutto sommato, un gradino sopra le classiche commedie all'italiana, certamente da vedere.

B. ha detto...

Ciao Barney, è sempre un piacere sentirti! Probabilmente hai ragione sulla scarsa forza interpretativa di alcuni attori. Ma erano anni che non vedevo una commedia italiana ben scritta e ben girata quindi mi sono fatta prendere dall'entusiasmo! Se dovessi dirla tutta, anche l'ipercitazionismo ed alcune scelte narrative non mi hanno fatto impazzire. Ma non voglio dirla tutta. Perché credo che un regista italiano poco più che trentenne, con un film d'esordio come questo, meriti di essere incoraggiato.